8° EDIZIONE: 25 Giugno - 1 Luglio + 9° EDIZIONE: 24 - 30 Settembre 2018
8° EDIZIONE: 25 Giugno - 1 Luglio   +   9° EDIZIONE: 24 - 30 Settembre 2018

Cliccando sul pulsante qui di seguito "INSEGNANTI DI CANTO" si potrà accedere al gruppo facebook che riunisce chi si occupa di didattica vocale. La finalità è lo scambio di opinioni, informazioni, riflessioni. Inoltre si potrà essere sempre aggiornati su convegni, workshop, corsi e seminari.

INSEGNARE CANTO E VOCE NELL'ARTE: aspetti normativi e legali.

L’art 33 della COSTITUZIONE dice : 
-L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento.
La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi.
Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.-
Ne consegue che l'insegnamento del canto, in quanto arte, è libero nel settore privato. Possono essere istituite scuole, accademie, percorsi formativi, specializzazioni, corsi metodologici, associazioni didattiche,in quanto privi di oneri per lo Stato. I docenti che insegnano nelle strutture private o che si dedicano alla libera professione della didattica artistica non hanno bisogno di avere la laurea in canto né altri titoli specifici. Vengono scelti dai responsabili didattici e/o dagli allievi per la loro bravura, esperienza, credibilità, per vari i percorsi formativi compiuti a loro volta, per la formazione interna ad un metodo o per le loro proposte didattiche che possono anche essere innovative. 
Trattandosi di una professione libera e priva di un percorso univoco, non può esistere un ordine né un albo professionale statale degli insegnanti di canto, in quanto questo andrebbe in conflitto con il principio costituzionale.
Possono invece esistere albi privati che hanno un valore tecnico, istituiti da associazioni o da privati, che individuano coloro che hanno fatto un determinato percorso (es. albi di insegnanti di un determinato metodo o albi di insegnanti formati con un particolare corso), come garantito dal Codice Civile. 
I percorsi privati possono rilasciare certificazioni private, quindi dal valore formativo spendibile in ambito artistico e in ambito privato. Tali certificazioni non possono essere spacciate per titoli pubblici.
Gli insegnanti privati sono comunque civilmente e penalmente responsabili del loro operato, non possono entrare in campi che prevedono altri tipi di formazione come ad esempio quelli delle professioni sanitarie, non possono prescrivere farmaci né riabilitare.
Lo Stato istituisce suoi percorsi formativi pubblici ed è l'unico a rilasciare titoli riconosciuti a livello ministeriale. Solo con questi titoli pubblici (o con quelli di scuole private che possano avere l'equipollenza) si accede all'insegnamento nelle scuole pubbliche (scuole medie e suole superiori).
E' possibile diventare docenti di Conservatorio o docenti nei Master universitari anche senza titoli pubblici, in quanto nel primo caso vengono valutati i titoli artistici, nel secondo caso si viene chiamati direttamente per le proprie competenze specifiche, anche in eventuale assenza di laurea.

Per accedere come studenti ai corsi di laurea specialistica o ai vari Master universitari come pure all'Alta Formazione occorre aver conseguito la laurea rilasciata dallo Stato attraverso un percorso pubblico o attraverso il conseguimento dell'equipollenza (se il titolo è stato conseguito presso istituto privato accreditato al Miur). I titoli conseguiti presso Università estere non sono automaticamente convertiti in lauree: occorre sottoporre la certificazione ad un lungo procedimento  per verificarne la compatibilità (il titolo può essere rifiutato, accettato oppure accettato parzialmente, con altri crediti da conseguire presso strutture pubbliche).


Al di là dei titoli, è fondamentale formarsi per tutta la vita e ricordare che insegnare è un compito di grande responsabilità, che non può essere sottovalutato né compiuto per ripiego. 
I nostri allievi mettono la loro voce, le loro aspettative, la loro formazione vocale e musicale (e in ultima analisi la loro vita) nelle nostre mani: cerchiamo di esserne degni. Continuiamo a studiare, a porci domande, a migliorarci. Mettiamo il nostro allievo al centro del progetto didattico. Comportiamoci in modo etico e dignitoso. Facciamo rete, sosteniamoci a vicenda e aiutiamoci a rendere migliore la nostra professione, per il bene nostro e di coloro che a noi si affidano.